Dopo un condono non si può assumere che l'agibilità sia stata rilasciata automaticamente. Verificare il provvedimento conclusivo del condono, le condizioni eventualmente imposte, gli impianti e le attestazioni disponibili.
Il controllo che evita l’errore
Dopo un condono non si può assumere che l'agibilità sia stata rilasciata automaticamente. Il titolo in sanatoria, i requisiti richiesti per l'utilizzo e gli eventuali atti di agibilità rispondono a presupposti distinti.
Verificare il provvedimento conclusivo del condono, le condizioni eventualmente imposte, gli impianti e le attestazioni disponibili; distinguere i documenti storici dalla segnalazione certificata attuale.
Se i documenti disponibili non chiariscono il punto decisivo, la risposta corretta non è presumere che la pratica sia semplice: è indicare la verifica mancante prima di assumere una decisione o sostenere una spesa.
Regole e procedure da considerare nel 2026
Le tre principali stagioni del condono nazionale si collegano alle leggi 47/1985, 724/1994 e al decreto-legge 269/2003 convertito nella legge 326/2003. Oggi la questione è verificare domande storiche ed eventuali provvedimenti, non presentare indistintamente nuove istanze di condono. Roma Capitale distingue consultazione della domanda, accesso al fascicolo e definizione del procedimento.
Per la procedura semplificata regolata dalla DAC 40/2019, dal 1° febbraio 2026 è previsto il pagamento preventivo dei diritti di segreteria secondo le indicazioni comunali, con calcolo tramite SICER o criterio transitorio indicato nell’avviso. Importi e modalità vanno controllati nella pratica prima dell’invio.
Come organizzare la verifica
Per affrontare correttamente questo caso, il controllo deve produrre un risultato comprensibile: quali dati sono confermati, quali documenti mancano e quale attività può essere valutata soltanto dopo le verifiche. Verificare il provvedimento conclusivo del condono, le condizioni eventualmente imposte, gli impianti e le attestazioni disponibili; distinguere i documenti storici dalla segnalazione certificata attuale.
La distinzione è importante anche per leggere un preventivo: un’attività di ricerca documentale, una valutazione tecnica, un deposito amministrativo e un eventuale aggiornamento catastale non sono prestazioni automaticamente comprese nello stesso incarico.
- Definire il quesito preciso e la decisione che dipende dalla risposta.
- Controllare gli identificativi e la corrispondenza fra immobile, documenti e intervento.
- Indicare i limiti della verifica e i documenti ancora da acquisire prima di concludere.
Capire il problema prima della procedura
Per una pratica storica è fondamentale creare una cronologia leggibile. Prima si individuano gli estremi della domanda e le opere dichiarate, poi si verificano eventuali integrazioni, comunicazioni, versamenti e provvedimenti. Se il contenuto del fascicolo è incompleto, la situazione va descritta come non ancora determinata. Questa impostazione tutela la qualità dell'analisi e impedisce di attribuire alle ricevute un valore che non hanno.
Rilascio e Richiesta Agibilita' Condono Edilizio
Per ottenere il Certificato di Agibilità per immobili già oggetto di domanda di condono e per i quali sia stata già rilasciata la concessione in sanatoria (requisito, questo, indispensabile), occorre presentare specifica domanda all’Ufficio Condono Edilizio in Via di Decima n. 96 presso il Protocollo nei giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle 15,00. La domanda, modello 10 ( scarica qui ) sarà procedibile esclusivamente se accompagnata da Perizia Tecnica Asseverata redatta su uno dei tre modelli previsti dall’Ordine di Servizio n. 982/2013 ( scarica qui ), ovvero:
Rilascio Agibilita' Condono Edilizio | Come Fare?
Al fine di agevolare l’utenza per la corretta compilazione della documentazione da presentare, è stato predisposto apposito documento “ Guida alla compilazione della richiesta del certificato di agibilità ” modello 10/E ( scarica qui ). L’utenza è vivamente consigliata di procedere ad una attenta lettura del documento nel quale vengono fissati i requisiti essenziali per una corretta redazione dell’istanza; sono infatti riportati i riferimenti normativi e gli ordini di servizio che regolano la materia. Sono inoltre disponibili, ad ulteriore facilitazione nella redazione, i tre modelli di Perizia Tecnica Asseverata commentati, ovvero:
modello 10/A/3/C per immobili con destinazione d’uso commerciale, direzionale, artigianale, industriale ( scarica qui ).
Come Ottenere l'Agibilita' a l' Ufficio Condono Edilizio
estrazione del modello commentato per la destinazione d’uso specifica (da utilizzare esclusivamente come guida), nel quale vengono indicati i campi obbligatori da compilare;
estrazione del modello non commentato per la destinazione d’uso specifica e relativa redazione (la compilazione di modelli alterati anche solo in parte, determineranno il rigetto della domanda);
Modifica della Perizia Tecnica Asseverata con cancellazione di parti della stesso o aggiunte discrezionali del tecnico;
Documentazione obbligatoria non consegnata (ad es.: idoneità statica, DIA/SCIA/CILA, impianti elettrici dell’unità immobiliare/edilizia, caldaia e relativo bollino blu, agibilità del fabbricato, imbocco in fogna);
Compilazione di modello di Perizia Tecnica Asseverata non congruo rispetto alla destinazione d’uso dell’unità immobiliare per la quale viene richiesta l’Agibilità;
Incompleta dichiarazione al punto 1 della Perizia (Conformità Urbanistica) dell’ultima variazione catastale e della domanda di condono/concessione in sanatoria per la quale si richiede l’agibilità;
Mancata flaggatura (compilazione) del punto 1.5 della Perizia (campo obbligatorio), con il quale si dichiara che per l’unità non sono in corso di trattazione altre richieste di progetti edilizi;
Mancata o parziale compilazione del campo relativo alla salubrità dell’immobile (punto 2.1 della Perizia) e rapporto illuminante/aerazione (punto 2.5), campi obbligatori;
In assenza di Certificato di Agibilità (conseguente la licenza/permesso di costruire originario) non viene compilata la parte relativa all’unità edilizia (punto 5 Sicurezza Impianti e punto 6 Sicurezza Prevenzione Incendi) né viene presentata la relativa documentazione;
Discordanza tra quanto viene asseverato e la destinazione d’uso (ad es. richiesta di Certifica di Agibilità per studio medico o casa di cura e asseverazione che non è necessario produrre ulteriore documentazione quale Certificato Prevenzione Incendi, Nulla Osta ASL, ecc.);
In linea con le nuove procedure per il rilascio del certificato di agibilità, si richiede che le nuove relazioni tecniche asseverate riportino il timbro del tecnico abilitato alla redazione in ogni congiunzione di pagina.
Una domanda depositata non coincide con il titolo finale
Nel condono edilizio bisogna distinguere numero e data della domanda, integrazioni, pagamenti, provvedimenti e verifiche sull’eventuale rilascio del titolo. Il fatto che una pratica compaia in un sistema di consultazione non garantisce da solo il perfezionamento del procedimento. In caso di compravendita è prudente ricostruire lo stato effettivo del fascicolo e il contenuto delle opere considerate. La documentazione catastale può affiancare questa ricerca, ma non sostituisce l’istruttoria amministrativa.
Il rapporto fra titolo in sanatoria e agibilità
La definizione di una domanda di condono non produce automaticamente tutti gli altri documenti che possono essere necessari a descrivere le condizioni dell'immobile. Occorre confrontare il provvedimento ottenuto con le opere effettivamente ricomprese, verificare gli eventuali interventi successivi e ricostruire la documentazione tecnica disponibile. Agibilità e sanatoria hanno oggetti distinti: l'istruttoria relativa alla prima non deve essere ridotta alla sola presenza di un titolo in sanatoria. Se l'immobile ha subito frazionamenti o modifiche successive, il quadro va aggiornato prima di dichiarare una situazione conclusa.
Che cosa cercare in un fascicolo condonato
La ricerca dovrebbe individuare domanda originaria, elaborati allegati, pagamenti, integrazioni, concessione rilasciata o altri atti conclusivi, insieme ai dati identificativi dell'unità. Per valutare una segnalazione di agibilità possono essere pertinenti anche documenti sugli impianti, sicurezza e requisiti previsti per gli interventi. La presenza di una richiesta in un vecchio fascicolo non prova da sola che la documentazione sia stata completata. Ogni passo va associato a uno specifico riscontro.
Chi deve verificare la disciplina temporale
Un edificio realizzato in un periodo remoto non è valutato automaticamente con gli stessi documenti formali richiesti per un intervento di oggi. Il tecnico deve distinguere la normativa dell'epoca, le vicende amministrative successive e i requisiti applicabili al procedimento eventualmente attivato. Questo è particolarmente importante quando la documentazione è incompleta o le opere in sanatoria sono soltanto una parte della configurazione attuale.
Un esempio pratico, senza sostituire le verifiche
Durante una vendita emerge una ricevuta di oblazione, ma non una concessione in sanatoria. Prima di attribuire al documento un effetto liberatorio si risale al numero di domanda, si consulta il fascicolo e si verifica se esistano integrazioni o provvedimenti conclusivi.
Come ricostruire la cronologia amministrativa
La storia documentale si costruisce collegando protocolli, date, elaborati allegati ed eventuali provvedimenti. Per difformità e condoni è importante confrontare la data delle opere con le condizioni previste dalla disciplina specifica. Se una fonte manca, l’esito deve restare condizionato. Non si può trasformare una ricostruzione probabile in una conformità documentale certa.
Errori frequenti da evitare
- Scambiare una domanda protocollata per un titolo edilizio già rilasciato.
- Considerare sufficiente una ricevuta di versamento senza controllare il fascicolo.
- Mescolare istanze di condono storico e accertamenti ordinari di conformità.
Domande frequenti
Una planimetria catastale aggiornata sana l’abuso?
No. L’aggiornamento censuario non sostituisce una procedura edilizia di regolarizzazione.
Posso sapere subito se la difformità è sanabile?
Di norma serve esaminare titoli, data delle opere, vincoli e disciplina applicabile.
La domanda di condono vale come concessione?
No. Occorre verificare lo stato della domanda e l’eventuale provvedimento conclusivo.
Fonti e riferimenti ufficiali
Questi collegamenti servono per verificare la disciplina e le istruzioni pertinenti. La disponibilità di una fonte non equivale a una verifica completa dell’immobile trattato.
Qual è il prossimo passo?
Il passaggio operativo dipende dall’esito delle verifiche descritte. Verificare il provvedimento conclusivo del condono, le condizioni eventualmente imposte, gli impianti e le attestazioni disponibili; distinguere i documenti storici dalla segnalazione certificata attuale. Se emergono incongruenze, occorre descriverle e individuare il procedimento competente prima di attribuire all’immobile uno stato di regolarità non dimostrato.